Dott. Piero Labate, PhD
Biologo Nutrizionista
Dalla gestione dell'epilessia refrattaria al controllo dell'obesità, dell'emicrania e delle patologie infiammatorie. Un percorso clinico personalizzato basato sulle evidenze scientifiche più recenti.
Anni di ricerca clinica
Aree applicative
Anni di esperienza
La dieta chetogenica rappresenta un potente strumento supportato da evidenze scientifiche rigorose in diverse aree cliniche.
Indicazione storica. Utilizzata fin dal 1921, la dieta chetogenica è riconosciuta come trattamento non farmacologico per l'epilessia refrattaria, specialmente nei bambini. I corpi chetonici forniscono un'alternativa metabolica ai neuroni, stabilizzando l'eccitabilità membranaria e riducendo la frequenza delle crisi epilettiche del 50% o più nei responder.
✓ Evidenza A - Linee Guida InternazionaliVLCKD supervisionata. La Very Low Carbohydrate Ketogenic Diet rappresenta un protocollo efficace per la perdita di massa grassa preservando la massa magra. Attraverso la lipolisi e la chetosi nutrizionale, si ottiene un controllo glicemico ottimale, riduzione dell'insulino-resistenza e senso di sazietà prolungato, fondamentale per l'aderenza al trattamento.
✓ Meta-analisi PositiveMeccanismo metabolico. La chetosi migliora la funzione mitocondriale cerebrale e riduce l'infiammazione neurogena, fattori chiave nella patogenesi dell'emicrania. Studi clinici mostrano una significativa riduzione della frequenza, intensità e durata degli attacchi, con benefici anche nei pazienti refrattari ai farmaci tradizionali.
✓ Studi Clinici PromettentiModulazione dell'NLRP3. La dieta chetogenica esercita un potente effetto anti-infiammatorio attraverso la soppressione dell'inflammasoma NLRP3 e la riduzione delle citochine pro-infiammatorie (IL-1β, IL-6, TNF-α). Applicazioni in corso di studio includono artrite, malattie autoimmuni e condizioni neuroinfiammatorie.
✓ Ricerca in EvoluzioneGestione del tessuto adiposo patologico. Il lipedema è una patologia cronica caratterizzata da accumulo simmetrico di grasso nelle estremità inferiori, spesso associato a dolore e edema. La dieta chetogenica può contribuire alla riduzione dell'infiammazione sistemica, miglioramento della sensibilità insulinica e gestione del peso corporeo, offrendo un supporto integrato nel percorso multidisciplinare di trattamento.
✓ Approccio IntegratoRiduzione dell'insulino-resistenza. La PCOS è strettamente associata a iperinsulinismo e disfunzione metabolica. La dieta chetogenica riduce drasticamente i livelli di insulina circolante, migliora la sensibilità periferica all'insulina e normalizza i parametri ormonali. Studi clinici dimostrano miglioramento dei livelli di testosterone, regolarizzazione del ciclo mestruale e aumento della fertilità nelle pazienti affette da PCOS.
✓ Evidenza Clinica CrescenteLa transizione metabolica dalla glucosio ai corpi chetonici come principale fonte energetica attiva pathway cellulari unici con effetti misurabili.
Il Dott. Labate supervisiona ogni fase del percorso attraverso monitoraggio bioimpedenziometrico, analisi della composizione corporea e parametri metabolici per garantire sicurezza ed efficacia.
Riduzione carboidrati <50g/giorno attiva la gluconeogenesi epatica
Produzione di β-idrossibutirrato, acetacetato e acetone a livelli terapeutici (0.5-3 mmol/L)
Inibizione delle HDAC e attivazione dei recettori HCAR2 con effetti anti-infiammatori
Stabilizzazione neuronale, lipolisi selettiva, riduzione stress ossidativo
Dati clinici che supportano l'efficacia della dieta chetogenica nelle diverse indicazioni.
Nei pazienti pediatrici responder, con il 10-15% che diventa completamente seizure-free
Maggior perdita di massa grassa nei primi 6 mesi, con preservazione della massa magra
Durata media dello studio: 1 mese di chetosi sufficiente per benefici significativi
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Dott. Piero Labate, Ph.D
Biologo Nutrizionista | Nutrizione Clinica e Bariatrica
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